tavola delle attività montessoriana

Ho deciso di realizzare una tavola montessori per Samuele.

Ovviamente lo scopo è riciclare il più possibile materiale presente in garage e spendere il meno possibile in materiale nuovo.

Sarà colorata poiché la base e altri pezzi saranno fatti con scarti di diversi tipi di multistrato: pioppo 15 e betulla 6mm.

Ci tengo che ci siano le manopoline con la relativa pista, ma devo capire bene come realizzare le fresate poiché tra le mie frese non ho una larga 6mm che arriva alla profondità di 15mm nè una con il gambo da 6mm.

Inizio a tagliare i pezzi e a provare diverse disposizioni degli accessori.

Utilizzerò tra le altre cose alcuni frutti bTicino degli anni 60 che ho smontato da casa qualche anno fa.

Ho intenzione di ricreare una cassetta 503 in multistrato per quel graziosissimo modulo con un pulsante LUCE e un interruttore.

Questo elemento e l’antina avranno lo stesso colore. A proposito di antina. Riuscirò a trovare delle viti che non siano più lunghe del pannello? Mal che vada le dovrò tagliare.

Ho trovato due vecchie spine rotte e le ho rese giocose arrotolandole con due vecchi fili monofilo del solito vecchio impianto.

Nel frattempo ho risolto la questione delle fresate.

Ho proceduto così:

  • ho creato una traccia con il seghetto alternativo
  • ho scavato più a fondo possibile con la fresa da 6 a disposizione
  • con il dremel e delle piccole frese a copiare di diametro inferiore ho concluso il lavoro con una precisione accettabile

Per la scatola 503 ho fatto un primo tentativo con micro scarti incollati. Il risultato era piuttosto scadente, poi ho accoppiato due strati di multistrato che prendessero per intero l’area che mi serviva: risultato buono. I primi tagli con il banco sega, poi foro con trapano e ritaglio toppa centrale con seghetto alternativo.

Prima di verniciare ho stondato gli angoli al banco con una fresa a copiare con raggio 9.5mm e levigato con la rotoorbitale e i dettagli a mano.

Per la finitura ho provato a complicarmi le cose prevedendo una verniciatura mista tra tinta piatta bianca e trasparente colorato.

Essendo un prodotto destinato a casa mia mi sono permesso di errare procurandomi occasione di commettere alcuni errori che mi hanno permesso di imparare e fissare bene a mente cosa NON fare la prossima volta.

I colori in polvere (pigmenti coloranti) non vanno diluiti con l’acqua, ma con una finitura all’acqua.

Le finiture trasparenti colorate vanno o sotto alla tinta piatta oppure bisogna provare a fare un lavoro certosino di mascheratura.

Risultato accettabile da mio figlio, ma a me è venuta voglia di rifarlo da capo.

L’ultima chicca è stato il filo giallo sul perimetro della battuta dell’antina: in questo modo pur sbattuta con violenza non produce troppo rumore, così io ho salva la pelle (Chiara, la mamma di Samuele, mi stava “odiando”).

Cosa ho usato

Banco sega – Einhell TC-TS 2025 U

Per molti è il banco sega con cui NON iniziare, ma poi una volta che si creano alcune correzioni, secondo me, può durare nel tempo; il motore è sicuramente il suo punto di forza.

Fresatrice verticale – Bosch POF 1400 ACE

Sono davvero felice di questa fresatrice, raramente mi servirebbe più potenza. Per quanto riguarda i settaggi mi trovo molto bene, adoro particolarmente la regolazione fine di profondità. Invece la cosa che trovo più odiosa è che, se la guida su cui scorre la fresatrice è più spessa della sua base, la guida va a cozzare con il tubo che termina con il bocchettone dell’aspirazione. Mi riservo di spiegare meglio il problema in una recensione apposita.

Kit di 19 frese per legno – Bosch Professional

Io ai tempi ho preso le Tacklife che oltre a non esserci più non consiglierei; queste sicuramente sarebbero state un migliore acquisto

Seghetto alternativo – Einhell 400W

Abbiamo iniziato tutti con un seghetto alternativo: quindi la qualità scadente la perdoniamo al me totalmente ignorante

Fresatrice/mini trapano – Dremel 3000

Trovo particolarmente comodo che interruttore velocità e accensione siano la stessa cosa. Quindi accendi ed imposti la velocità secondo il bisogno. Ovviamente poi Dremel è una garanzia di qualità.

Frese per legno per mini smerigliatrice

Fanno il loro compito ma non eccellono certamente

Levigatrice rotoorbitale – DeWalt DWE6423-QS

Non esagero dicendo che, da quando è arrivata in garage, la mia vita è migliorata: prima avevo una Valex e una primo prezzo del brico. Un altro mondo: a volte penso che sia telepatica, riesce a capire quando voglio più energia o più delicatezza! Incredibile

Pigmenti coloranti – Mennyo

La soluzione ideale per me nei casi in cui devo colorare piccole porzioni di lavoro.

Piastra per banco fresa

Per la mia Bosch l’ho dovuta forare. È arrivata piana, ma le incisioni della scala millimetrica hanno delle tacche che sono larghe quasi un millimetro.

Pennelli per smalto all’acqua – Hardy

Pennelli pensati specificatamente per l’uso con smalti all’acqua: stendono bene il prodotto e si lavano molto facilmente

Banco lavoro #3 alloggiamento per fresatrice verticale

Ora che il banco lavoro ha la morsa è un gran bel banco, però lo guardavo nel garage e pensavo: “Chissà se avrò mai un banco fresa”, poi mi sono girato, ho visto quanto spazio aveva di sotto il mio bel banco e ho deciso: “Sarai un banco lavoro multifunzionale, come si fa in quei posti dove c’è poco spazio”.

Creazione del banco fresa

Scavo dell’alloggiamento per la piastra della fresatrice

E così ho preso la piastra (la mia non è più disponibile, ma è simile a questa) da Amazon incrociando le dita perché alcune recensioni dicevano non fosse esattamente piana e senza capire se i fori preesistenti fossero buoni per la mia macchina o meno… ma ormai ho il trapano a colonna e nessun foro mi spaventa.

Appena arrivata mi sono messo a disegnare sul piano la posizione e quando mi sono convinto ho fresato il suo alloggiamento lasciando il giusto spazio per l’appoggio e per l’estrazione della mia fresatrice. Dopo aver fresato ho fatto un primo taglio con il seghetto alternativo e successivamente ho rifinito il bordo del foro con la fresatrice con delle guide sul piano, cosa per niente banale poiché la differenza di altezza non permetteva un lavoro sempre agevole perciò ho dovuto inventarmi spessori. È stato un momento critico e infatti non ci sono immagini.

Forare la piastra per il banco fresa

Quindi ho tirato fuori il trapano a colonna e ho pensato di dovergli assolutamente trovare una collocazione migliore per evitare di essere costretto ogni volta a spostare i suoi 20 Kg… Mi piace errare sì, ma non divaghiamo.

Ho posto dei pezzi di scotch carta (o carta gommata che dir si voglia), ho segnato i punti dei fori della piastra e sono andato al trapano a colonna a forare con l’aiuto di una goccia di olio. È una buona abitudine farlo per tenere freddo il punto di foratura e impedire che si impunti prevenendo il rischio di rottura.

Fissare la piastra della fresatrice

Successivamente ho posto la piastra nell’alloggio e ho segnato e creato i fori per gli inserti a vite per le viti M4 che ho posto dal lato inferiore.

Guida laterale in battuta

Ho scelto di mantenere il tavolo quanto più liscio possibile e quindi ho rinunciato alle T-track e mi sono inventato una battuta che includesse le guide: più ingombrante da riporre, ma è una soluzione.

È bastato inserire nel tavolo due inserti filettati M6, poi ai bulloni ho applicato le manopoline creando un inserto per la testa del bullone e incollandole con la poliuretanica.

 

È stato un lavoro a tratti molto delicato perché rovinare il piano avrebbe significato rovinare un pezzo non indifferente… non è venuto perfetto come lo avrei voluto, ma assolve grandiosamente alla sua funzione.

All’orizzonte: prossimi passi…

Presto realizzerò anche la piastra che fa da toppa quando uso la fresa a mano e dove posso montare anche il seghetto alternativo ribaltato.

Avrei avuto bisogno di un sistema di guide per la fresatrice in uso manuale: prometto che se mi dovesse servire nuovamente coglierò l’occasione per realizzarlo, ho già il progetto devo comprare solo questa fresa.

Cosa ho usato

Seghetto alternativo – Einhell 400W

Abbiamo iniziato tutti con un seghetto alternativo: quindi la qualità scadente la perdoniamo al me totalmente ignorante

Fresatrice verticale – Bosch POF 1400 ACE

Sono davvero felice di questa fresatrice, raramente mi servirebbe più potenza. Per quanto riguarda i settaggi mi trovo molto bene, adoro particolarmente la regolazione fine di profondità. Invece la cosa che trovo più odiosa è che, se la guida su cui scorre la fresatrice è più spessa della sua base, la guida va a cozzare con il tubo che termina con il bocchettone dell’aspirazione. Mi riservo di spiegare meglio il problema in una recensione apposita.

Trapano a colonna Scheppach DP 16 SL

Un trapano a colonna essenziale, con distribuzione a cinghia. Pieno di imperfezioni ma con un po’ di buone maniere si raddrizza tutto. L’importante è sapere di non avere un attrezzo professionale.

Svasatore classico per legno o metallo

Io amo utilizzare questo tipo di svasatore perché controllo visivamente la profondità e la qualità della fresata è sempre eccezionale

Inserti flettati – set da M4 a M10

Utilissimi per trasformare un buco in un foro filettato

Colla poliuretanica Bostik PU

Quando c’è da legare velocemente o materiali diversi dalla classica vinilica, la poliuretanica è la soluzione

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Banco lavoro #2 la morsa

Appena finito il banco lavoro lo guardavo, orgoglioso come sappiamo esserlo quando vediamo un lavoro concluso, ma mi sentivo come quando mio padre a 19 anni mi regalò il mio primo notebook (un Compaq), pensai: “Un grande strumento e ora devo farlo produrre, devo giustificare quell’investimento… voglio trarre il massimo da lui!”

Il primo “potenziamento” è sicuramente una morsa da banco, strumento che permette in diversi modi di bloccare rapidamente un pezzo al banco per poterlo lavorare.

Ho preso un pezzo di lamellare di faggio di 30 x 60 cm da 28mm di spessore e l’ho diviso in due tavole da 15 x 60cm.

Ho scelto il lato esterno delle tue ganasce e sul lato interno ho realizzato l’alloggio per i dadi.

All’interno della ganascia interna ho ricavato un alloggio per il dado M20, si può anche incollare con della poliuretanica anche sarebbe più adatta la colla epossidica, io date le dimensioni del dado e la durezza del legno di faggio ho scelto di non farlo.

Alloggio per il dado nascosto nella ganascia interna

Ganasce della morsa da banco e alloggiamenti

Sul lato interno della ganascia esterna ho realizzato uno scavo che potesse contenere il dado e la rondella. Il diametro maggiore è quello della rondella: non errare perché io ho imparato!

In questa fase il trapano (meglio se a colonna), delle frese decenti e degli scalpelli sono davvero necessari.

Posizione prevista sul tavolo

È necessario prima di installare la morsa al tavolo fare una verifica che il centro non coincida esattamente con altri elementi trasversali del tavolo.

Leva della morsa da banco

Uno degli elementi chiave della morsa è la leva. Questa deve essere scorrevole e resistente.

Se il dado verrà fissato tra la ganascia interna e la tavola del banco la parte della vite vicina alla leva ha alcune lavorazioni.

La T idraulica ha un passo totalmente diverso dalla vite M20 ma è di un materale malleabile. Per adattare questi due pezzi bisogna usare una strana coppia di qualità umane: delicatezza e forza bruta.

Adattamento e fissaggio della T idraulica alla vite M20

Una volta arrivata a destinazione la T idraulica e la vite M20 devono essere perforate per essere fissate con una vite da metallo. Io avevo una vite a testa conica e quindi ho svasato la sede.

Una volta fatto questo passo si premonta la vite M20 alla ganascia e si inserisce al lato interno la rondella e il secondo dado, si smonta la T dalla vite e si smonta la vite M20 dalla sede del foro facendo attenzione a non muovere il dado che in quella posizione va fissato tramite una vite che lo blocchi alla vite M20. Installa tutto, non dimenticare la rondella.

Guide laterali della morsa da banco

Suggerisco di usare tondini di ferro pieno da almeno 8mm. Pensa anche al supporto dove dovranno scorrere, deve essere metallico per facilitare lo scorrimento degli stessi, io ho usato dei collarini dei tasselli metallici M8 ma sono sicuro ci siano soluzioni migliori nel tuo laboratorio.

Guide laterali

La leva della morsa

Ho adottato una soluzione di riciclo.

Avevo in giro tra giardino e garage un vecchio manico di scopa mezzo fradicio che aveva perso la filettatura. Ho voluto dargli una chance prima di diventare un paletto per i pomodori.

Piallatura manuale come alternativa al tornio

Non avendo il tornio l’ho fissato alla morsa e con il pialletto a mano l’ho portato al diametro che mi serviva per entrare nella T idraulica.

Ho scelto una lunghezza generosa (30 cm) visto che il legno non è il massimo.

Per completare l’opera sono andato nella cassetta degli scarti dove ho trovato un ramo di ibiscus del diametro appena sufficiente a fare i termiali della leva. La cicliegina sulla torta.

Cosa ho usato

Banco sega – Einhell TC-TS 2025 U

Per molti è il banco sega con cui NON iniziare, ma poi una volta che si creano alcune correzioni, secondo me, può durare nel tempo; il motore è sicuramente il suo punto di forza.

Trapano a colonna Scheppach DP 16 SL

Un trapano a colonna essenziale, con distribuzione a cinghia. Pieno di imperfezioni ma con un po’ di buone maniere si raddrizza tutto. L’importante è sapere di non avere un attrezzo professionale.

Frese Forstner – set di 19 punte

Un set di frese forstner per iniziare che si rivela più che sufficiente per molti lavori: non lasciano una finitura eccezionale ma sono un ottimo compromesso per chi le utilizza raramente

Set di scalpelli

Assolutamente necessari in lab.

Colla poliuretanica Bostik PU

Quando c’è da legare velocemente o materiali diversi dalla classica vinilica, la poliuretanica è la soluzione

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Banco lavoro #1 il tavolo

Avevo assolutamente bisogno di un grande banco su cui poter lavorare comodamente e che fosse piuttosto ampio nonostante le dimensioni della stanza dove lavoro non siano così ampie.

Dopo una prova su un semplice foglio di multistrato su cavalletti di 120x60cm ho potuto appurare che quelle dimensioni non erano abbastanza per me, quindi avendo degli avanzi di MDF da 20mm dalla realizzazione delle ante dell’armadio a muro ho massimizzato l’uso di un pannello di multistrato di betulla da 18mm per la costruzione della struttura e del ripiano inferiore. Questo dettaglio mi ha portato a piccole modifiche di misure poiché avevo progettato per uno spessore di 20mm.

Ecco come ho organizzato il pannello. Il progetto del tavolo è un’evoluzione del banco da lavoro economico costruito e proposto da Controvena. Il progetto è sviluppato in falsi colori per identificare i pezzi sul pannello di taglio.

L’intenzione è quella di sostituire un giorno il piano superiore con un piano in assi di legno massello. Le ruote le ho costruite diversamente e me ne occuperò in seguito in un altro post.

I primi tagli sono stati fatti con la sega circolare appoggiando il pannello in lavorazione a terra su dei rialzi affinchè la lama non toccasse il pavimento. I rialzi non sono stati martirizzati, spostandoli opportunamente dalla traiettoria del taglio. È però importante che sia il pannello che i pezzi una volta tagliati appoggino interamente sullo stesso spessore per non provocare strane forze sulla lama in fase di taglio. Cerco sempre di minimizzare i tagli con la sega circolare perché nonostante la lama nuova (che consiglio vivamente) e tutte le attenzioni del caso il taglio è sempre meno pulito e soprattutto meno veloce per via del posizionamento delle guide.

Una volta diviso il pannello in due pezzi i tagli sono stati fatti tutti al banco sega dove grazie alla lama CMT i tagli al multistrato sono davvero ottimi.

Mi raccomando di preforare sempre il multistrato con un diametro leggermente inferiore a quello del corpo delle viti, ad esempio io per le viti da 5 ho preforato con il diametro 4,  viti 4 preforo 3,5 e viti da 3,5 preforo da 3.

Il multistrato di betulla è davvero duro quindi è assolutamente necessaria anche la svasatura.

Durante il montaggio mi sono avvalso dell’aiuto di mollette e morsetti.

Cosa ho usato

Sega circolare – Bosch Home and Garden PKS 40

Un ottimo compromesso tra qualità e prezzo come primo attrezzo. Probabilmente non è capace di lunghi lavori gravosi, ma certamente ottima per un hobbista

Sega circolare a batteria – Makita DHS680ZJ

Questo utensile è molto comodo da usare a batteria perché durante i tagli è meglio non avere la preoccupazione del filo, della spina che si impiglia, è già sufficientemente impreciso di suo come attrezzo, non ha bisogno di ulteriori complicazioni. Ho scelto Makita come compromesso di qualità e prezzo

Lama per sega circolare TECCPO TACB22A

Ho usato questa lama perché è specifica per il multistrato, ma si comporta ottimamente anche nel traverso vena e se la cava bene con tutti i tipi di legno.

Trapano avvitatore – TECCPO TDHD02P

Si è detto e letto di tutto su questo trapano avvitatore. Non ho mai usato un dispositivo professionale, ma questo mi dà quell’impressione. Unici nei: il mandrino quando fora a percussione a volte lascia la presa, lo trovo leggermente rumoroso

Svasatore classico per legno o metallo

Io amo utilizzare questo tipo di svasatore perché controllo visivamente la profondità e la qualità della fresata è sempre eccezionale

Morsetti a molletta

Praticissimi per la velocità di applicazione, spesso la loro tenuta è più che sufficiente. Io uso da parecchio tempo questo assortimento di Stanley e mi trovo molto bene. Prima o poi prenderò altre misure.

Morsetto sergente a barra a una mano

Ho diversi morsetti di questo tipo che preferisco a tutti perché sono forti, delicati sul materiale e veloci da applicare. Tra l’altro possono essere montati anche come pressori montando capovolta la ganascia senza leva all’altra estremità

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